Cara Giulia,
come stai?
Oggi ho deciso di non farti la solita videochiamata ma di scriverti.
Poi ti mando la foto della lettera!
Ogni tanto bisogna inventarsi qualcosa di nuovo in questa vita monotona.
Hai fatto gli esercizi di ginnastica?
Io un giorno sì e uno no, quindi tutto ok,
ma non sono in forma dal punto di vista psicologico
perché questa situazione è davvero pesante,
a volte sono triste, come ti ho già detto diverse volte.

“Fortunatamente” abbiamo gli incontri di scuola.
Mi viene da ridere perché non avrei mai pensato di fare volentieri lezione.
Sarà così anche per te, ne sono sicura, ti conosco bene.
La Professoressa di italiano ci ha assegnato un lavoro da svolgere : “
Tempo migliore”, a partire da due testi.

La frase più significativa che ho letto nei due documenti è
NON C’È MAI NELLA VITA
UN TEMPO MIGLIORE
DI QUELLO CHE SI SA APPREZZARE
.

Piuttosto difficile.
Ho dovuto leggerli diverse volte per capire cosa scrivere e mi piacerebbe raccontartelo.
A te piacciono gli argomenti in cui si ragiona sulle situazioni in cui ci si trova.
La scrittrice da esaminare è Natalia Ginzburg.
Il brano fa parte di una raccolta: Natalia racconta la sua vita di confino con la famiglia in Abruzzo
durante la 2^ Guerra Mondiale, ma fa fatica a entrare in un mondo così diverso dal suo.

Il paese è piccolo e la gente sembra tutta uguale.
Questo paese potrebbe essere paragonato a casa mia e ai miei famigliari,
ci vedo somiglianza perché siamo tutti confinati qui.

Ma più passa il tempo e più la scrittrice si abitua alla gente e alla lentezza della vita:
anche io vedo che è così perché oramai abbiamo preso tutti nuove abitudini rispetto alla vita precedente
e credo che una volta finita questa clausura, qualcosa ci mancherà.
Te lo dirò!
Una cosa comune al racconto c’è:  la lentezza delle giornate.
L’autrice in casa vede sempre le stesse cose: l’aquila dipinta sul soffitto
e la stufa verde che osserva ogni giorno, sinonimo di noia.

Anche io, come tutti in questo periodo, ogni giorno vedo sempre e solo le stesse cose,
proprio come lei, e la capisco bene.
Spero solo un domani di non associarle a questo periodo.
Quando vivi le situazioni pensi sempre che potresti stare meglio.
Per esempio, quando non ci vediamo abbiamo il desiderio di incontrarci
ma qualche volta finiamo per scontrarci su stupidaggini.

Per fortuna ci vogliamo bene e ci ridiamo sopra.
Nella vita normale, prima di questo virus, ho pensato tante volte
che sarebbe stato bello non andare a scuola,

ma ora se ci penso ho un po’ di malinconia.
Ma torniamo all’argomento della lettera.
Questa scrittrice, a volte, mi ha fatto sorridere.
Per esempio, dice che per ogni problema la gente del paese
si rivolge al marito solo perché ha studiato.

Bello anche quando descrive le stagioni dicendo
che in Abruzzo ne esistono solo due:

l’inverno, nevoso e freddo tanto da non poter uscire,
addirittura chi nasce in questo periodo vive nella stessa stanza fino all’estate.

Anche questa cosa mi ha fatto sorridere.
Poi c’è l’estate, soleggiata e calda, dove la gente torna a vivere.

L’altro brano da leggere è in realtà un articolo di giornale di Gabriele Romagnoli che scrive sulla Repubblica
e parla di questa autrice: la lentezza del brano è il sentimento che anche il giornalista segnala,
il confino è come la nostra situazione attuale.
La Ginzburg è una donna triste e malinconica ma allo stesso tempo combattiva.
Sembra che la sua tristezza ne alimenti la combattività.
Da Italo Calvino viene descritta come unica donna rimasta sulla terra;
questo per il suo stile nella scrittura, perché non dice molto di se stessa
mentre racconta della sua vita,

cosa particolare perché nel racconto delle situazioni abituali
si dovrebbero intuire le caratteristiche personali.

Nell’articolo si dice anche che il suo modo di scrivere è monotono,
paragonato alla pioggia che cade, anche a me ha dato questa impressione
ma in questo momento si addice alla nostra vita.
Tante volte mi è stato detto che solo quando non hai più qualcosa ti rendi conto del suo valore.
Ora mi accorgo che è proprio così.
Ma c’è una cosa positiva in tutta questa situazione, ho scoperto di saperci fare con la tecnologia
e studiare così mi piace di più.

Spero di non averti annoiata, scrivimi cosa pensi, mi piacerebbe saperlo.
In questo momento qualsiasi cosa serve a passare il tempo e può essere interessante.
Ti abbraccio virtualmente, oramai dobbiamo fare così ancora per un po’.
La tua amica del cuore,
Elisa

ELISA – 3 I – Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci

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