Tutti dovremmo guardare le cose da un’altra prospettiva, altrimenti il mondo non andrebbe avanti; allora mi chiedo: “Il mondo sta andando avanti?”
Se con “andando avanti” ci si riferisce a migliorare, allora non credo proprio, se con “andando avanti” ci si riferisce a voltare e spalle al passato, lo posso affermare.
Bisognerebbe, infatti, ricordare il passato, vivere il presente e pensare al futuro.
“Guardare le cose da un’altra prospettiva” potrebbe significare innumerevoli realtà: ad esempio, perché andare alle manifestazioni contro il clima se poi non frega niente a nessuno dell’inquinamento ma si dice sempre e solo: “sto male”, “voglio uscire”, “sto impazzendo”?
Anche io continuo a ripetere ogni giorno queste frasi fatte che ormai sono dittatrici della nostra mente, ma c’è qualcuno che pensa al clima? No, non credo.
Questo mio “non credo” mi rattrista, perché non ho prove per renderlo un’affermazioni, ma voi sì: chiediti se hai dedicato un po’ di questi tristi momenti a un sorriso perché l’inquinamento si sta riducendo o se hai urlato al cielo: “Ora sei più pulito!”
Questo è un esempio che ha molte morali, ma il significato che ci interessa di più in questo momento è che bisognerebbe guardare anche il lato positivo e non lamentarsi sempre.
C’è gente che salva vite di notte in ospedale e poi ci sei tu, che stai leggendo o ascoltando, che potresti salvare la vita di quelle persone semplicemente non uscendo.
Non sto dicendo che tu, lettore, non stia soffrendo, ma pensa ai malati in terapia intensiva, ai medici che sacrificano la propria vita cercando di risparmiare la morte a degli infetti.
Ora, per evidenziare uno degli altri significati del “guardare le cose da un’altra prospettiva”, scriverò di Anna Politkovskaja, una donna che ha avuto mezza vita: è morta alla sola età di 48 anni con quattro colpi di pistola a causa della sua penna.
In molti la odiavano perché testimoniava il vero: scriveva e parlava di donne e di uomini morti a causa di una stupida guerra.
Ora ti chiederai: “Mi dispiace, povera donna, ma cosa c’entra con il “guardare le cose da un’altra prospettiva?”
E io spero di risponderti dicendo che lei non era solo una giornalista, era una donna e così la sua morte non ha solo messo a tacere la voce di una giornalista, ma anche la voce di una madre, di una figlia, di una sorella, di una compagna di vita, di un’amica e di tanti altri personaggi.
Prova a pensare a lei come una madre, una madre e basta, che sta perdendo i suoi genitori a causa di malattie e suo marito a causa del divorzio.
Quella donna era triste, ciononostante ha lottato con una forza incredibile, ha sacrificato la sua vita per le vite di persone che neanche conosceva.
Fa più senso così, vero?
In questo caso “guardare le cose da un’altra prospettiva” significa guardare la vita degli altri da tutti gli occhi possibili e inimmaginabili, essere empatici.
Questo breve testo è una delle solite storie che si sentono in TV, le labbra si inarcano in giù o in su e poi basta.
Io sono solo una ragazzina che ha scritto questo testo, un testo che molto probabilmente domani ti dimenticherai, ma Anna, se tu fossi stato una delle vittime di quella stupida guerra, si sarebbe ricordata di te anche nel suo ultimo istante di vita.

ALICE Lucreziotti – II B – Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci

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